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EL RINCON (L'EMPORIO ALL'ANGOLO)

Qui si vendono vestiti per santi , guru ed upaguru, principi e buffoni. Tutti ortodossi, di marca, niente imitazioni. Vestiti di re (pure quello invisibile) e di saltimbanchi, eroi e martiri. Vestiti, poiché il mondo altro non conosce. I genitori prima ancora che il figlio nasca han già preparato i vestitini, e giorno dopo giorno, ora dopo ora, gli indossano qualcosa. Vestiti, poiché senza non ci si riconosce  né si è riconosciuti. Basta un vestito per sentirsi qualcuno, per sentirsi normali, per avere un ruolo. E' il vestito a muovere un corpo amorfo, a dargli un posto un po' sopra ed un po' sotto. Un mondo di nudi sarebbe caos.  Nessuno si   ritroverebbe per prendere misure tra se e gli altri. Gli uomini han messo perfino un vestito all'assoluto, con nomi e qualità. Tutto ciò che vedi e senti è vestito. Una realtà convenzionale in cui tutto ha una forma ed uno stile. I vestiti sono valori ordinati, gerarchie dai modelli unici e firmati ad altri di serie. Di qui uscirai con una identità. Il vestito ti dirà chi sei e lo dirà agli altri. Ma stai   attento quando entrerai. Nello spogliatoio sarai nudo, e con la nudità l'orrore del vuoto, il silenzio. Se capirai non getterai via il tuo vestito, ma sarai tu ad indossarlo, a servirtene. Mio caro, se sei re, ogni volta che andrai a dormire lascia fuori i vestiti e la corona tienila lontano, nel gabinetto, affinché l'indomani svegliandoti non sia tutto dimenticato. Mio diletto, quando la morte arriverà per te, non soffrirai quando ti strapperà il vestito di dosso. Sarai tu stesso a consegnarglielo. Tu hai gustato la realtà, il sole, il vento che soffia oltre ogni confine, la natura selvaggia, gli impulsi più nobili, veri e genuini. Nessuna forma ti ha imprigionato. E allora pienamente assaporerai la morte poiché nudo e libero sei sempre esistito.

 

Nazzareno Venturi

 

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