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- omessi i nomi e alcune frasi per riservatezza - - lettere dai temi comuni sono state accorpate nella sezione "capire D) (...) se il sufi lavora per l'evoluzione umana il fine del sufismo non è proprio l'evoluzione umana? R) Bisognerebbe pensare alla propria evoluzione, possibile solo se si è sgombrato il terreno da pregiudizi, condizionamenti ed illusioni. Solo il lavoro di "sgombero" è assai gravoso e non ci sono scorciatoie, quando lo "specchio" sarà pulito si potrà anche percepire le cose come sono e non come sembrano. Poi è chiaro che la propria evoluzione non può che far bene a chi sta intorno , l'universalità è implicita e con essa la responsabilità del sufi dei sui atti fino a che sono in sintonia col volere di Dio ( la preghiera islamica stessa è simbolo del pensiero divino che si fa azione processo in cui il fedele si sottomette totalmente ). Il sufi, diciamo così, non se la prende comunque più di tanto dell'ignoranza che blocca l'umanità fino a metterne a rischio la sua stessa sopravvivenza, questo perchè è Dio che lo permette. Dio è il fine del sufismo, o meglio la Realtà. Se la specie umana dovesse anche a breve termine scomparire dal pianeta per un disgraziato evento cosmico, o per una guerra atomica o ancora per un collasso ecologico o che altro che problema c'è? L'universo è così immenso che non sentirà di certo la mancanza dell'uomo terrestre. * * * D)Vi ho scritto per bisogno di un confronto, di una parola derivante dall'esperienza sufi (...) La mia vita è ricominciata quando ho saputo dire di no alla mia famiglia, alla continua riproposizione che bisognava convivere e accettare chi odiavo, i mafiosi, i violenti, i ricattatori. Quindi la sacralità della famiglia non è invece un freno al bisogno di giustizia e di rinnovamento che sta negli individui? R) La sua domanda non richiede esperienza sufi. Lei mette mette sul tavolo dati già analizzati dalla sociologia e dalla psicologia sociale. Che la famiglia abbia anche una funzione di conservazione di valori (buoni e cattivi indistintamente) è indubbio. Probabilmente il giusto sta nel mezzo, nell'equilibrio tra esigenze del gruppo e quelle dell' individuo. Se l'asse si inclina troppo sul gruppo (e la famiglia è un gruppo) si verifica un immobilismo sociale ed una perdita di intelligenza (questa si abbassa insieme al senso critico quando l'eggregoro del gruppo è dominante: fare come gli altri, seguire passivamente il capobranco, una dottrina e una tradizione, eccetera) se si inclina sull'individualità si verifica una disorganizzazione e una conflittualità generale che danneggia tutti. Insomma lei è una persona responsabile, faccia le sue scelte, le più utili per la sua evoluzione personale e che siano vantaggiose anche per chi le sta intorno. * * * D) Sono di fede cristiana, ma ho avuto un insegnamento spirituale da un grande Maestro hindu,che ha lasciato questa vita terrena da alcuni anni. Ammiro molto il vicario ( generale per l'Italia della confraternita sufi Jerrahi -n.d.r.) Gabriele Mandel per la sua forte personalità , profonda cultura e spiritualità! E mi piace molto il suo modo di parlare,perchè riesce ad essere semplice e quindi molto comunicativo, in modo che chiunque possa capire il suo messaggio!!!! Fatta questa doverosa e sincera premessa,arrivo alla mia domanda. Essendo cristiana , conosco il significato di "dolore e sofferenza" nel cristianesimo, ma non capisco perchè per i sufi è sinonimo di "ignoranza"! Vuol dire che ai sufi non è riservata nessuna sofferenza? (poichè elevati spiritualmente, quindi non-ignoranti)-Oppure significa che il dolore a loro scivola addosso e non accusano il colpo? R) (...) Che il male sia ignoranza è un motivo classico nella storia delle religioni ed è il caposaldo del Buddhismo. Poichè lei è stata allieva di "un grande maestro hindu" questi non poteva non averle insegnato che l'uomo è sotto il dominio di Maya/illusione/ignoranza e che il suo dolore nasce da esso. Finchè non si libera dall'ignoranza l'uomo continua a sbagliare e a vivere nel dolore, reincarnazione dopo reincarnazione. Lei dice di conoscere il significato di dolore e di sofferenza nel cristianesimo in quanto cristiana, allora conoscerà anche una scuola di pensiero da Sant'Agostino in poi che considera il male mancanza di bene, ossia ignoranza. Perchè si stupisce allora se ha sentito dire da un sufi che il male è ignoranza? Mai sentito la frase "perdona loro perchè non sanno quello che fanno? ( e Gusù per i sufi è un Qutb, un polo di riferimento elevato) ". Mi istruisca e mi informi , se crede e per gentilezza, del perchè aldilà del sufismo si insiste così tanto su questo concetto. D) Sì. Il mio Maestro mi ha insegnato che l'uomo ,vita dopo vita, è nella maya-illusione-ignoranza, ma io personalmente non considero il dolore come ignoranza, bensì come prove di questa esistenza terrena che ,ognuno di noi deve varcare e oltrepassare senza coinvolgersi troppo: cioè ,superare l'ostacolo, senza avvilirsi e andare avanti! Io,riguardo ai sufi (che ammiro moltissimo) so ancora molto poco,ed è per questo che faccio domande simili:semplici e ingenue,forse!!! In più, sto imparando solo ora, che l'induismo ha molto a che vedere con i sufi! E,visto la mia ignoranza(non è ironia ,ma è la verità),posso sorprendermi ???? R) Lo credo anche io ( passare dentro l'ostacolo conoscendolo) . Splendido è il poemetto di Giobbe nell'A.T. in cui tutto verte sulla prova. L'oro si forma nel crogiolo. La lama viene battuta e ribattuta prima di prender forma. Poi è terribile non sorprendersi più di non sapere ( lo diceva Socrate) poichè solo il bicchiere vuoto può essere riempito. Se un medico è ignorante quanto dolore può provocare! Se un politico è ignorante fa leggi sbagliate, crea disordini e sofferenza sociale e avanti. Ma non si danneggia solo gli altri ma se stessi, poichè tutto ritorna a chi lo causa ( chi di spada ferisce...) e tanti sono i detti a tal proposito dell'antico e del nuovo testamento. Ma se scopro la mia ignoranza comincio a capire gli errori e a danneggiare meno gli altri e me stesso, comincio a liberare la mente da forme devianti che mi fanno soffrire e fanno soffrire, ma è un lavoro che dura tutta la vita, e se Dio vuole, con tanti spazi di pace, serenità e amore. * * * D) Ho sempre apprezzato l'dealismo dei sufi, impegnati per un mondo migliore e pronti a rinunciare a tutto pur di perseguire l'ideale (...) R) Ognuno vede quel che vuol vedere. Consideri però che l'idealista spesso è come il bambino che vuole tutto e subito, disposto a far crollare le stesse speranze e i sogni suoi e degli altri se vede tradito il suo ideale. Egli non tiene conto della realtà, non individua i mezzi tecnici per arrivare a un fine, non è disposto a sacrificare nulla quando per vincere le partite spesso bisogna perdere dei pezzi. Gli idealisti nella storia sono stati capaci di gesti orrendi pur di vedere realizzato il proprio ideale, nel miglior caso vagheggiano nel loro mondo, proiettando negli altri e nelle cose speranze ed illusioni. Questa è l'altra faccia della medaglia, poi, ovviamente, esistono ideali legittimi, ma rimangono tali nella misura data dal buon senso e dal principio di realtà. * * * D) Appurato il fatto che sono sempre più numerose le invenzioni di sufismi all'occidentale anche nei paesi islamici c'è una qualche azione a difesa di questi eccessi? R) Dove c'è verità e barakha le cose rimangono altrimenti spariscono. * * * D) (...) L'Islam dovrebbe imparare dall'occidente il senso della libertà e della democrazia e non osteggiarla come hanno fatto i suoi portavoci da Rene Guenon (...) R) L'Islam non deve imparare nessuna lezione di democrazia e di libertà dall'occidente in quanto ciò che si compie oggi in nome del dio danaro non è certo stato insegnato nelle moschee, gli stermini dei regimi nazifascisti sono storia recente e andando indietro le oppressioni del colonialismo, il massacro degli amerindi , l'inquisizione. Semmai è proprio dal contatto con l'Islam nel medioevo che il cosiddetto occidente ha imparato il valore delle scienze, del dialogo e della cultura. I sufi in particolar modo col detto libertà, uguaglianza e fraternità diedero il modello agli illuministi , Voltaire su tutti. Anche l'Islam crede comunque a un dialogo con un cristianesimo moderato, con modelli politici moderati . Eppoi, l'esempio che lei porta non è pertinente, quello è il frutto della confusione "tradizionalista" tra islam e il suo misticismo sufi con modelli estremestici occidentali antidemocratici e a mitologemi fondamentalistici di tutt'altra parrocchia. * * * D) (..) Mi risulta comunque che ci siano stati e ci siano sufi pur regolari ed ortodossi che non sono certo un esempio da prendere nella teoria e nella pratica (...) R) Evidentemente scoprire che l'acqua si sente bagnata è un'esperienza che tutti devono passare. E' capitato a chiunque di verificare come tra i vari livelli di realtà ci siano incongruenze: quel medico, quell'insegnante, quel geometra, quell'avvocato ecc.ecc. pur avendo conseguito un diploma valido e riconosciuto in realtà è un disastro ed un incompetente nel suo mestiere. E allora: dove, con chi, quando, con quali crediti e soprattutto come si è diplomato? I pezzi di carta, le forme in ogni campo, insomma, devono fare i conti con la realtà. * * * D) Con molta preoccupazione ho letto le dichiarazioni del papa sulla irragionevolezza dell'evoluzione biologica allineando le posizioni cattoliche a quelle dei testimoni di Geova e del fondamentalismo protestante che negli USA ha impedito in alcuni stati di insegnare nelle scuole l'evoluzione. (...) Se è condivisibile la critica al fanatismo islamico lanciata dal papa non sarebbe doverosa anche l'autocritica per vedere se del fanatismo sta anche in casa propria come ha fatto il compianto papa precedente? R) Il papa ha diritto di esprimere le proprie opinioni e nessuno gli può impedire di crederle verità di fede. Non credo comunque che la sua intenzione fosse quella di negare il meccanismo delle mutazioni genetiche derivate da selezioni ambientali e spontanee, un fatto sul quale si innesta la teoria evoluzionista. Sarebbe come il bambino che prega:" Signor mio, fai che Londra sia la capitale della Francia come ho scritto nel compito di geografia". Non dia dell'ignorante a chi non lo è. Anzi la teoria dell'evoluzione presenta già un presupposto spirituale, ossia che la mutazione proceda dal peggio al meglio, dal semplice al complesso, dall'inferiore al superiore, mentre di per sè la mutazione genetica non conferma nè smentisce l'evoluzione. L'uomo, secondo l'ateo è il prodotto fortuito del caso e delle mutazioni, si potrebbe andare anche verso il peggio . E' insomma, forse, quanto ha voluto dire il papa, ossia che l'evoluzione senza leggi divine, senza lo spirito, non ha senso, una posizione, in questo caso, legittima e non di un fanatico e di un fondamentalista tra i tanti. D) Preciso che il termine ignoranza non era dispregiativo, del resto gli stessi giornali islamici hanno evidenziato come identificare l'islam alla guerra santa e alla violenza significa non saper nulla di Islam. Sarebbe come dire che la Chiesa è fatta di pedofili mettendo insieme gli scandali che si sono susseguiti, quando invece sono frange minoritarie esattamente come sono frange minoritarie i terroristi che si dicono islamici. R) Probabilmente anche in questo caso la massima autorità cattolica si è espressa male o male è stata intesa: intendeva non l'Islam ma appunto chi vive e pensa l'Islam in modo sbagliato in termini di guerra e violenza. Cerchiamo di intenderci con carità ed intelligenza. Questo detto da un musulmano che cerca di non esser condizionato dalle magliette di squadra (la fede non è tifo di tipo sportivo nè si riduce a credenze e allora ci si potrà intendere ).
* * * D) (...) il rispetto della vita, della natura, non nasce dalla sua realtà spirituale? (...) come cristiano sento particolarmente il problema. R) Meglio rispettare anche il senso dei termini. La vita non è spirituale (lo diceva anche san Tommaso d'Aquino). E' materia biologica come la psiche e le sue funzioni. Per spirituale si può intendere l'anima cosmica, l'atman indiano, ma anche il senso della "animazione" della natura, le leggi che permettono il coordinarsi della materia, quindi della vita e della psiche: l'azione di Dio, se vuole, il verbo. E allora il rispetto della vita e della natura ( ma anche di un testo sacro) non si traduce in una idolatria dell'oggetto ma in quanto forma, opera di una realtà spirituale da sentire prima che da capire. Molto istruttivi ho trovato gli scritti di san Bonventura e particolarmente l'itinerario della mente a Dio. * * * D) Volevo sapere la posizione dell'Islam e del Sufismo sulle cellule staminali. Grazie. R) Vorrà dire : sull'uso delle cellule staminali nel campo della ricerca e in quello terapeutico. Consideri per prima cosa che L'Islam rispetta ogni opinione non contraria alla convivenza civica. La libertà esiste finchè non si trasforma in licenziosità e prevaricazione di qualcuno sugli altri: organizzazioni che si impegnano ad abolire la libertà, il pluralismo e la democrazia dovrebbero provocare in uno stato sano una risposta di legittima difesa, così per schieramenti che vogliono ledere una parte in nome di un'altra ( immagini un partito di pedofili che ritengono legittimo violentare i bambini, roba da Olanda, per intenderci). L'anarchismo politico ed etico prodotto dall'occidente collima con le peggiori dittature che questo stesso ha prodotto: liberismo sfrenato (laissez-faire, laissez-passer ...) e liberticidio. A quando il buon senso e l'equilibrio? Il problema delle staminali è ideologico, c'è chi presuppone insomma, a torto o a ragione, che un embrione (in natura instabile, pochi si sviluppano) sia un potenziale di essere umano: ma tutto è un potenziale umano, prima ancora lo spermatozoo e l'ovulo, e gli stessi nostri antenati le scimmie ( per cui bisognerebbe dare a loro, vedi in Spagna, gli stessi diritti umani). Ma tra una scimmia adulta ( o il proprio gatto o cane) ed un embrione umano, costretto da una scelta, chi eliminerebbe? Insomma, masturbazioni cerebrali filosofiche, mi dirà. E' certo che l'importazione in occidente di dottrine orientali filo buddhiste ed hindu sulla sacralità della natura ( male intesa) ha creato problemi prima inesistenti. Confronta:" sul rispetto della vita" e " etica e bioetica" nella sezione capire . * * * D) Ho notato che nella bibliografia sul sufismo manca, tra gli altri, Mircea Eliade il quale pur non avendo scritto specificatamente sul sufismo era un iniziato ed ha dato un grosso contributo alla diffusione di idee diverse dalla modernità (...) R) Gli ordini sufi non sono delle aziende che reclamizzano e vendono un prodotto. In un negozio di vestiti, per esempio, è possibile cercare un capo avente certe caratteristiche: pagando un extra si potrà anche aggiungere e modificare secondo le proprie preferenze. Chi entra in contatto con un ordine sufi non può ordinare niente ma non dovrà pagare niente ( può contribuire al massimo, con pochi spiccioli, alle spese comunitarie: in nessun caso un ordine sufi organizzerà corsi a pagamento che finiscono con una iniziazione ).- Diversi occidentali sono andati alla ricerca di una iniziazione, quasi sempre fasulla, hanno poi orecchiato da persone come loro qualcosa che sembrava loro esoterico ed hanno costruito teorie e ricerche con qualcosa di "speciale". Caro signore, Hafiz diceva che chi raccoglie gelsomini ha le mani che profumano di gelsomino, i pescivendoli non sono su questa strada, provi altrove. *** D) Sicuramente butterete via la presente però abbiate il coraggio di sentire un'altra opinione: per me sufi, massoni, astrologi, esoteristi sono tutti mafiosi, cioè gente da poco che non sa dove andare, gente che crede a forme magiche in quanto incapaci di reggersi sulle proprie gambe, individualmente nella realtà, nevrotici che non sanno accettare una vita normale. R) Come vede non abbiamo buttato via la sua opinione in quanto, questa sì, esprime chiaramente un carattere nevrotico , giudizio che qualsiasi psicologo e psichiatra condividerebbe: è l'incapacità di distinguere, ossia il fare di tutte le erbe un fascio, che blocca il cervello in pregiudizi con la conseguente inadeguatezza alla realtà e incapacità di valutare dove si sta andando davvero (anche se lei è convinto del contrario). * * * D) Avendo letto l'ultimo intervento non sono d'accordo in quanto Cristo è una figura storica gli altri no, anche sull'approfondimento del telegiornale di giovedì 18 maggio lo hanno detto parlando del Codice da Vinci che se lo è inventato Brawn (...) che è un dato di fatto che Egli è il Figlio di Dio Risorto dai morti e quindi non poteva avere rapporti sessuali pur essendo vero uomo e vero Dio, seconda persona della santissima Trinità (...) R) Se questo è stato detto alla televisione allora merita davvero attenzione e credibilità. Ma, mi permetta, lei è senz'altro particolarmente dotato di senso critico e quindi può cogliere, a differenza di altri, la possibilità che esista una lettura simbolica valida di per sè (tema così ben approfondito da Yung o da Coomaraswamy, autori che certamente lei conoscerà) e che comunque il credere alla resurrezione, come alla verginità della Madonna o al dogma della sua assunzione corporale nel cielo, non sia la stessa cosa dell'accettazione di dati storici ampiamente documentati. C'è insomma la possibilità che intervenga anche la speranza che le cose siano andate in quel modo, insomma un credere sulla parola tacitando i dubbi. E in ciò non c'è nulla di male, basta che il proprio credere non sia imposto ad altri non essendo verificabile al 100%. Per quanto riguarda il Codice da Vinci già se ne è parlato in questa rubrica, un lavoro su ipotesi con pochi dati certi, nulla più. * * * D) Ho trovato anche in questo sito la figura di Gilgamesch come prefigurazione archetipica di Cristo ma sinceramente non riesco a capire dove si trovano le analogie. R) Il poema di Gilgamesch sembra tanto diverso dalla struttura del Vangelo solo ad una prima occhiata. Eppure l'eroe sumerico, figlio divino ma anche con una natura umana vive in quest'ultima la sua tragedia: per riprendere l'immortalità divina patisce fino in fondo i limiti terreni in estenuanti prove fino alla discesa agli inferi. Gli dei stessi contrastano la sua ricerca e lo fanno fallire: non riesce a risorgere col sole, vince di lui la gravità terrena. E' abbandonato dal cielo. Ma le vittorie sul male (rappresentato da giganti e esseri taurini (la forza bruta) riscattano l'umanità e ridanno speranza. La saggezza, l'umiltà conquistata sotterrano l'infantile senso di onnipotenza di Gilgamesh. Ormai è nel cuore degli uomini che della sua storia si cibano. Insomma si tratta di variazioni sul tema dello stesso splendido mito che la fede rende reale. * * * D) Il sufismo è una filosofia o una teologia? Cosa pensa un sufi di sè, si sente un filosofo o un teologo? Il sufismo non è una teologia nè una filosofia per quanto i sufi abbiano adoperato in modo eccelso anche questi linguaggi . Quando vanno a dormire non vengono loro in mente preoccupazioni sui grandi sistemi metafisici ma se hanno fatto del bene e se sono stati utili, indifferentemente a se stessi o agli altri. * * * D) Ho apprezzato il chiarimento sul concetto di evoluzione ( a proposito di evoluzione), ho letto di recente su esperimenti che sono stati fatti sui feti degli animali per riportarli a stadi evolutivi precedenti (uccelli coi denti, ratti con spine dorsali di duecento milioni di anni fa). Mi domando se evoluzione spirituale e naturale vadano di pari passo. R) Anche in una recensione di un libro sullo sviluppo fetale se ne era parlato (recensione). Chissà: Rumi nei suoi celebri versetti rifletteva sul fatto che eravamo minerali e ci siamo dimenticati di questo stato (eppure siamo fatti di minerali, dal calcio delle ossa al ferro , l'idrogeno e l'ossigeno del sangue eccetera) eppoi vegetali (ma abbiamo un sistema neurovegetativo con gli stessi geni delle piante) ed ancora animali (e ci ritroviamo un cervello con un sistema, quello limbico, come tutti i mammiferi condividendo con loro pulsioni, emozioni e affetti ) perdendone il ricordo. E guadagneremo una natura spirituale : già l'abbiamo ma non ne siamo ancora consapevoli, ed allora le differenze e le barriere svaniranno. Forse un sogno ma anche una realtà per chi la vive, i sufi. * * * D) Desideravo un chiarimento sul concetto di confraternita nel sufismo. R) Troverà nella sezione islam e capire quello che cerca. In breve gli ordini sufi sono continuità storiche che risalgono ad un maestro fondatore. I sufi si riuniscono in famiglie (confraternite) : si riconoscono tra loro per l'affinità della ricerca della verità, oltre dogmi e preconcetti, di una evoluzione spirituale autentica ( non confusa con l'adattamento perfezionista ad una ideologia o credenza), si parla infatti di preesistenza di queste anime che si ritrovano nel tempo. Da questo punto di vista il legame tra i sufi è più forte di quello che lega i consanguinei di una famiglia, laddove può anche esserci estraneità di intenti e di sentimenti. * * * D) (...) eppure sia nel sufismo sia nella massoneria ci sono logge che si ispirano a figure fondamentaliste che al posto della ricerca della verità impongono già una verità in nome delle credenze religiose o metafisiche a cui tutti devono conformarsi. E' insomma un vero e proprio plagio della personalità che si compie in queste organizzazioni. I danni psichici che arrecano difficilmente sono reversibili in quanto il soggetto crede di far parte di una elite che ha in mano la verità ed il potere (...) quasi una mafia (...). R) Forse è solo una bella ingenuità credere che ci siano istituzioni che rappresentino completamente un ideale. Forse questa si contrappone a chi ormai scetticamente vede la corruzione in tutto. Forse la verità sta nel mezzo. Certo è che le istituzioni saranno sempre inadeguate ad un modello perfetto giacchè sono fatte da uomini limitati. Che bello sarebbe se ci fosse una giustizia composta da giudici infallibili, una scuola con insegnanti preparatissimi ed eccellenti educatori, politici tutti onesti e intelligenti, psichiatri dall'equilibrio impeccabile eccetera. Anzi ovunque ci sono anomalie e contraddizioni via via da risolvere senza la pretesa di riuscirci una volta per tutte, che è impossibile data la natura umana stessa . Questo vale anche per le religioni e per le forme organizzative iniziatiche pur storiche e regolari. Ci sono antichi testi sufi che trattano come nella realtà, anche di una "buona" confraternita, ci siano casi di follie, invidie, fanatismi, paranoie di potere. Sono tutti insegnamenti vivi e diretti. Per entrare nello specifico stralcio questo brano dall'ottimo studio di Lo Coco e Lo Verso sul pensiero mafioso (nel sito di psichiatria forense "pol.it") << In questa cultura psichica, come in tutti i sistemi fondamentalisti (Lo Verso, 1998, cit.) regnano dicotomie totalizzanti di pensiero, con il mondo degli affetti scisso in maniera punitiva. Ci riferiamo qui con lespressione fondamentalismo a tutti quei processi di costruzione dellidentità personale in cui lIo individuale è pienamente coincidente con il Noi sovrapersonale e transpersonale. Il soggetto non può essere diverso, altro, dal mondo che lo ha concepito psichicamente (Napolitani, 1987). Nei sistemi fondamentalisti lidentità psichica può essere legata a strutture sovrapersonali: la nazione, la chiesa, il partito, e/o essere allinterno di una omologazione che non consente pensiero (ad es. lattuale omogeneizzazione televisiva). Fenomeni come le guerre a sfondo religioso, i nazionalismi, il razzismo, le inquisizioni, si fondano psicologicamente anche su questo.>> Il fondamentalismo, insomma, è un fatto sociale, una devianza che può emergere dovunque, comprese le organizzazioni sviluppatesi per la libertà dello spirito. * * * D) (...)Anche nell'ultima conferenza non avete dato spazio all'emancipazione femminile. Questo, se volete accettare la critica in un islam che non ha mai dato spazio alla donna emarginandola nel silenzio. R) Se fosse proibito criticare e manifestare una idea contraria saremmo in una dittatura, almeno in questo angolo di dialogo islamico-cristiano ogni opinione è consentita. Cara signora, se le persone (donne e uomini) pensassero a emanciparsi in loro stesse, liberandosi dai condizionamenti e dalle devianze invece di dare la colpa della loro situazione esclusivamente alle condizioni ambientali necessariamente si emanciperebbero anche a livello sociale. Esperienza clinica: quante donne rimangono dipendenti per tutta la vita dal loro violentatore e dal loro "carceriere"! Quante donne sono condizionate da parametri e modelli esterni per essere alla moda, per avere successo e soldi rinunciando per questo a loro stesse! Quante imitano le devianze psichiche degli uomini alla ricerca di potere e gloria credendo così di emanciparsi! E infine, cara signora, conti quante donne nella storia hanno governato negli imperi e negli stati islamici (da quello ottomano al moderno Pakistan) e nei governi occidentali, dal mondo romano agli Usa, per pesare quella che lei chiama emarginazione . * * Ho letto con molto interesse il vostro articolo sulla vita oltre la vita e soprattutto la parte che riguarda il dikhr che io cerco di praticare con frequenza.Mi stupiscono le considerazioni della scienza su tale pratica.Se e' vero che una respirazione accellerata puo' provocare una iperventilazione dei ventricoli ed un falso effetto "stupefacente" che cosa dire del dikhr come viene raccomandato da Omar Ali Shah "lento e silenzioso"?E come spiegare il senso di "presenza" che piu' volte ho avvertito accompagnato sovente da una flessione del busto in avanti totalmente spontanea(che io ignorantemente forse,attribuisco ad un segno di "rispetto" verso "Qualcuno" che solo l'essere interno riconosce.E che dire della pace che si va incrementando nella persona,della stabilizzazione del carattere,dell'incremento della pazienza e di tutte quelle componenti tese a operare un cambio strutturale nell'individuo?Non e' stato forse Ibn Arabi a definire il Dikhr "un fiume dove viene lavata l'anima umana?". Mi interessa una vostra opinione (ma credo di conoscerla gia') Nessuna contraddizione. Spiegare la base fisiologica del dikhr non significa ridurlo ad uno sorta di esercizio ginnico. Esso è uno strumento mistico che i sufi adottano in quanto sono degli innamorati di Dio, consapevoli di immergersi in Lui. Poi sta ad un buon maestro valutare l'esperienza di ciascuno. * * * Ho notato con piacere l'attenzione che date ai problemi demografici. Vorrei aggiungere questo per evidenziare una certa drammaticità del fenomeno: se dall'area del pianeta togliamo le zone inabitabili: oceani, deserti, laghi, fiumi, ghiacciai, catene montuose, nevi perenni come ai poli essa si ridurrebbe ad 1 settimo. Se in quest'area rimanente rappresentassimo una zona grande come il piemonte in cui tutti gli esseri umani viventi siano radunati a contatto di gomito ( un abitante ogni mq) ed intorno un'area più grande pari alla grandezza di 3 volte la Francia completamente coperta dalle infrastrutture umane esistenti (case, strade, macchine,depositi di immondizia eccetera) andremo già oltre la copertura di una casella di una scacchiera, ossia lo spazio antropico (escludendo le aree coltivate e direttamente sfruttate pari a diverse caselle). Ecco i calcoli (...) Grazie dei calcoli ma questa non è la sede. Li mandi a "quark" e se la veda con loro. * * * Cosa rispondete a chi vi dice che la fede è una illusione che si si scontra con la realtà? Come può esistere un Dio infinitamente buono quando la storia dimostra che spesso ha trionfato l'ingiustizia, il vuoto, la disperazione. Chi ha visto ammazzare e torturare innocenti e bambini , chi ha visto l'assenza di ogni senso dove si raccolgono persone nate con difetti genetici, malati terminali (...) non può più illudersi. La fede nella verità è amara ma mette al riparo dalle illusioni. (...)La fede nella verità passa attraverso l'amarezza e lo sconforto ma non esclude Dio che nonostante la sua Inconoscibilità (Corano) è Verità prima che bontà. L'idea di Dio come un padre infinitamente buono che cura i suoi figli è in effetti una proiezione antropomorfica che naturalmente va in crisi con l'età. Tuttavia come sarebbe mancanza di pietà e di intelligenza privare un bambino del suo orsacchiotto che lo conforta così per le credenze popolari in feticci, miti e figure divine umanizzate: anche esse fanno parte di una evoluzione psicologica. Se lei ha superato questo stadio in nome di che cosa (dell'orgoglio?) crede di aver raggiunto la verità? La consapevolezza di essere limitati nella ricerca della Verità mette al riparo di illudersi di possederla: una parte di verità che nega tutto il resto diventa falsità. Un mondo privato dall'alto del male, dell' ingiustizia, del dolore, della malattia, della morte, sarebbe un mondo senza libertà , senza quella ricerca di verità e di Dio a cui si arriva ,in mezzo ai contrasti e agli opposti, aprendo il cuore . Non esiste solo la razionalità che cerca la Verità ma tutto l'uomo che vive e che sente non solo che pensa. * * * D) (...) ci sono domande che non hanno risposta, ma solo ipotesi. Se è vera l'idea che ricorre tra i sufi ripresa anche da Giordano Bruno che l'universo è infinito in quanto effetto di un'altra infinità, quella di Dio (a simile causa simile effetto) la teoria dell'universo che sembra assodata, ossia del big bang, non è in contraddizione con essa? R) Dipende da come si osserva. Sarebbe così se questo universo con i suoi miliardi di miliardi di galassie fosse l'unico esistente. Ma se facesse parte di un organismo infinitamente più grande e complesso, la sua nascita e la sua morte (ed infatti pare condannato al principio dell'entropia) sarebbe fisiologica come quella di qualsiasi individualità, da una zanzara ad una stella. Un tempo si credeva che la terra esaurisse la realtà (il cielo e i pianeti erano appendici che ruotavano intorno) , poi con la rivoluzione copernicana la terra diventò parte di un insieme di pianeti che giravano intorno al sole, si scoprì poi che il sole a sua volta ruota con miliardi di altre stelle intorno al centro gravitazionale di una galassia la quale insieme ad un gruppo locale di galassie si allontana da un fondo originario che conteneva tutta l'energia alla base di questo universo. Ma questo cucchiaino pescava da una fonte infinitamente più vasta e complessa ( a cui restituirà il suo composto) la quale a sua volta....Può farsi una idea di ciò "il punto di vista del sufi" in spazio, nell'indice a sinistra. * * * D) Ho letto il saggio mistica ed isteria sulla rivista sufismo presente anche qui in parte. Nell'appendice con immagini si parla dello stato delirante schizofrenico come confusione tra stato di veglia e di sogno, si può specificare ulteriormente? Eppoi in che misura può esserci la relazione con la psicosi di massa? R) in breve, senza tecnicismi, in questo stato il soggetto rappresenta a se stesso una falsificazione della realtà, crede alle proprie fantasie come quando si sogna o si è sotto l'effetto di sostanze psichedeliche. Anche una prolungata assenza di sonno provoca tali effetti. La psicosi di massa può essere indotta dalle farneticazioni ideologiche dei poteri religiosi o politici (sotto il nazismo per esempio). Una menzogna che le autorità presentano come verità (è il caso del falso storico dei protocolli dei savi di Sion, ricliclato di una banale commedia ) può distorcere ogni buon senso provocando odi e furie omicide. Ma anche le normali campagne politiche avendo come fine accaparrare il maggior numero di consensi usano strategie ingannevoli con promesse illusorie, slogan e bugie inframezzate da mezze verità di comodo per rendere credibile il tutto: l'effetto della demagogia è uno stato comunque alterato come quello delle tifoserie. Chi non ha padroni ma ragiona con la sua testa è immune dal pericolo, non si preoccupi. * * * Ho letto "diavoli e diavoletti" (in studi) . Vorrei sapere qualcosa di più sul male nelle altre religioni orientali che lì non è trattato ed anche nella massoneria. Grazie. Esiste un buon libro sul diavolo di Di Nola in cui potrà trovare quel che cerca in modo dettagliato. Nella massoneria satana può anche assumere un aspetto positivo, se satana è la ricerca, la libertà di pensiero, il progresso allora viva satana: così il Carducci. In modo ereditato dall'illuminismo sufi comunque satana rappresenta per la massoneria l'intolleranza, l'ignoranza, l'obbedienza cieca e fanatica, l'odio per il sapere e per l'evoluzione umana, l'oscurantismo. Il Corano insegna ad invocare Dio (che è la Verità -in assoluto inconoscibile- in tutte le sue articolazioni possibili ) perchè ci allontani dagli ignoranti, ed il modo migliore per sentire questo pericolo è riconoscere la propria ignoranza che non termina mai come il suo opposto:la conoscenza. Sempre il Corano dice che vale più il sangue del sapiente che quello del martire. * * * d)Vorrei segnalarmi quel che credo sia un gravissimo errore nella pagina http://digilander.libero.it/caravanserraglio/3dis.htm : << Dio, concedimi la Serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il Coraggio di cambiare le cose che posso e la Saggezza per riconoscere la differenza. preghiera attribuita a Francesco d'Assisi .>> Il buon S. Francesco d'Assisi non c'entra con questa preghiera che sebbene attuale ed interreligiosa è molto più antica di lui. Trattasi infatti della traduzione di una preghiera Cherokee. Credo sia rispettoso correggere l'errore. r) Grazie per averci segnalato un eventuale errore. Questa è una frase che talvolta è citata nelle antologie di saggezza o come prefazione ad un paragrafo. Non si dice "di san Francesco" ma "attribuita" a san Francesco. Potrebbe essere senza dubbio un'attribuzione fasulla. Del resto diversi testi sugli indiani d'america (soprattutto quello su Alce Nero) sono stati criticati in quanto, vero o falso che sia, verrebbero plagiati detti di santi cristiani. Ma questo non è il problema. Una frase come quella in questione data la sua universalità, il suo buon senso quasi ovvio, potrebbe avere diversi autori, molti sconosciuti, senza che uno abbia imitato l'altro. In modi diversi si ritrova perfino nella saggezza confuciana. Insomma..."va da sè". Comunque sia all'occasione verificheremo se essa è presente già prima del 1600/1500 (ossia prima dei contatti culturali con gli amerindi) nell'ambito cristano con l'attribuzione a Francesco d'Assisi. in tal caso non è da escludere che anche san Francesco abbia realmente detto questa frase (ma siamo sempre nell'ipotetico: l'attribuzione si riduce spesso ad un vago "si dice che" senza una fonte sicura) . Sarebbe una ricerca scientifica interessante che può cominciare lei. * * * (...) come psichiatra mi interesso anche per lavoro alle forme religiose e sacrali in quanto aspetti arcaici che si ripropongono in varie forme patologiche della mente (...).Io ritengo che la spinta popolare , idolatrica e superstiziosa, abbia obbligato le scuole teologiche sia del Cristianesimo sia dell'Islam a fissare dei dogmi di natura altrettanto idolatrica e superstiziosa. Gesù da uomo ricco di spiritualità e di illuminazione è diventato il figlio di Dio in senso letterale, così il Corano più ancora del suo profeta, da testo avanzatissimo per l'epoca ed indubbiamente elevato nell'ispirazione è diventato increato e divino perfino nella lettera. Le istituzioni religiose avvallano insomma i bisogni della gente, pure considerando i vantaggi che le modifiche ideologiche apportano. Nell'Islam l'unico dogma letterale , che poi è l'attestazione di fede, è: Non c'è Dio all'infuori di Dio e Maometto è il suo profeta". Testimonianza dell'Unità e delle espressioni del divino, attraverso quelli che il Corano chiama profeti o messaggeri, nell'arte, nella fede, nel civismo. Tutto il resto ( dall'esistenza degli angeli e del paradiso, al giudizio finale ) il Corano afferma che deve essere inteso con intelligenza, poichè costituisce una metafora di realtà . * * * Ho letto (nelle lettere precedenti) che la guerra può cominciare ad essere un sentimento estraneo all'uomo. Ancora mi rammento, pensate quanto vecchio posso essere, ai miei tempi, in cui si parlava di violenza rivoluzionaria, abbattere i nemici di classe, e nello stesso tempo il duce dal balcone mostrare il fucile e dire questo è il nostro argomento, la guerra è nobile e bella. Sembrava quasi un gioco, ma tremendo per le conseguenze, in molte famiglie c'era uno di qua ed uno di là, anche se la maggior parte fingeva il consenso per sopravvivere. Ma vi faccio una domanda. (...) Considerando i termini della psicologia transazionale come impostati da quell'eccellente psichiatra di nome H. Berne, essere dalla parte del potere, dell'ordine imposto con la forza non è un'anomalia della genitorialità che esclude l'io adulto? E la ribellione violenta non è un'anomalia dell'io bambino che ugualmente esclude la parte ragionevole e dialogante? Insomma la guerra non è un gioco di matti? Dietro tutti gli interessi economici e pratici delle guerre ( che l'io adulto otterrebbe per vie più evolute e secondo vantaggi comuni ) e le chiacchiere per giustificarle, è proprio così. * * * Marcella, una "professoressa" ,ci ha mandato una intensa poesia sulla sofferenza prendendo spunto dalla triste vicenda dei bambini seppelliti dal terremoto. Morte e vita, gioia e dolore, bene e male fanno parte necessaria dell'esistenza. Se si accetta la realtà si accettano i suoi contrasti, non c'è una cosa senza il suo opposto. Il Corano afferma che ognuno porta il peso di sofferenza che può sopportare: non si può "prendere" quello degli altri ma lo si può " comprendere". Questa Compassione è anche insegnata dal Cristianesimo e dal Buddismo , religioni che rappresentano in modo eroico il loro fondatore, seppur in modo diverso, che si prende sulle spalle il dolore del mondo per espiarlo e risorgere o illuminarsi .Ma noi siamo esseri umani, non apparteniamo al mito, per cui possiamo aiutare noi stessi facendo qualcosa per gli altri. Su come...vada avanti lei (bello il finale della sua poesia!) . (il dolore) * * * Vorrei sapere qualcosa su Averroè... Può trovare in qualsiasi manuale di storia della filosofia le informazioni che cerca, oppure girando su internet. Un tratto particolarmente interessante in Averroè sta in questo: ci sono persone che non capiscono ma credono, i loro sentimenti positivi ed il buon senso permettono loro di partecipare alla verità, al senso profondo dell'Islam, così coloro che capiscono per cui non hanno bisogno di credere: sanno e non hanno bisogno di dimostrarlo, nè dunque cercano seguaci. La conferma del cuore è sufficiente. Questi sono i filosofi, nell'antica accezione di amanti del Sapere. Poi ci sono quelli che non credono ma ritengono erroneamente di capire , essi sono i teologi. Fanno la gara tra loro a chi è il più ortodosso, quello che insomma ha lo schema giusto, assoluto per la verità, ma rimangono intrappolati nelle loro rappresentazioni mentali. L' incapacità di capire e di non accettare i propri limiti fa di loro arroganti fondatori di sette o fanatici estremisti, fondamentalisti o libertini. La storia delle religioni insegna. Essi sono dunque dei pericoli pubblici che l'Islam dovrebbe tenere a bada. La garanzia della laicità e l'illuminismo del fondamento della religione sono così messi in luce da Averroè ma ciò gli ha procurato diversi nemici, quelli che credono di capire, non solo nell'Islam. *** (...) Come vive la sessualità il musulmano? E i mezzi anticoncezionali, l'aborto sono permessi? (...) Che atteggiamento si ha nei confronti del problema demografico? .Scusate la stranezza della lettera ma voglio farmi un'idea su queste cose. Niente di strano, si può parlare serenamente di tutto. La sessualità è vista nell'Islam come un bene, un dono da vivere senza il problema di "fare un figlio", per questo sono sempre stati usati i mezzi anticoncezionali e nei casi di sovrappopolazione si è incentivato l'aborto (prima del terzo mese). La castità forzata, monacale ed ascetica, anziché essere vista come spinta religiosa è inquadrata come limitazione alla propria realizzazione, è ciò è psicologicamente corretto. Nell'Iran attuale è stata fatta una campagna di informazione sui mezzi anticoncezionali che vengono distribuiti gratuitamente (ad eccezione dei profilattici colorati e profumati che sono venduti a pagamento). Il contenimento demografico è sollecitato per legge in quanto il terzo figlio non gode dei benefici. Un'altro paese musulmano, l'Indonesia sta cominciando ad adoperarsi allo stesso modo. L'Islam concepisce il rispetto per la vita in modo realistico, è consapevole che il problema demografico è il più urgente da risolvere su scala globale (l'umanità ha superato i sei miliardi ed aumenta di oltre sessanta milioni l'anno), in quanto da esso si scatenano tutti gli altri , dalla distruzione dell'ambiente per lo sfruttamento delle risorse, l'inquinamento che deriva dalle strutture industriali, e le guerre che sempre hanno motivazioni economiche. Con lo slogan corretto che "pochi si vive meglio" l'Iran ha dato l'esempio. E' da ricordare che il musulmano non ha bisogno di un senso di identità nazionalistico ( preoccupazione di quei paesi che vogliono essere "in tanti") essendo il concetto di nazione e di patria frutto dell'occidente moderno. Al regno della quantità preferisce quello della qualità, alle identità fittizie i valori dell'Islam che vedono l'uomo su questa terra solo di passaggio, in essa deve vivere in armonia col creato , con tutte le creature animate ed inanimate, nel rispetto della vita. Questo rispetto obbliga l'uomo a misurarsi con l'ambiente e nell'ambiente non come dominatore ma come creatura tra le altre, creatura responsabile in quanto vicaria di Dio. *** Riccardo ci ha mandato questa bellissima poesia...
Vengo a Te, uni dei tuoi tanti
Lasciami camminare
fra le cose belle ***
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