Ci sono istinti, detti primari, indispensabili alla sopravvivenza dell’individuo. Su tutti il respirare: è così forte che si può trattenere il respiro fino a un certo punto dopo il quale prende il sopravvento. La fame e la sete esprimono il bisogno del corpo di assimilare quegli elementi di cui ha necessità (processo anabolico) mentre il defecare e l’orinare esprimono l’impellenza di eliminare le sostanze superflue e dannose dall’organismo (processo catabolico). La pulsione sessuale fa parte delle pulsioni secondarie in quanto se non soddisfatta l’individuo non muore ma riguarda la specie, essa manifesta il bisogno di replicarsi. Ogni volta che abbiamo una eccitazione sessuale adesso sappiamo che i geni vogliono diffondersi. Le pulsioni sono inconsce, innate, non hanno il senso dell’umorismo (quello ce lo mettiamo noi quando scherziamo sul sesso e sui sessi), appartengono al corpo e solo in un secondo momento l'individuo ne prende consapevolezza. Il neonato quando ha fame cerca il capezzolo della madre istintivamente, se non lo trova piange per attirare la sua attenzione, il piacere che prova nel cibarsi placa il bisogno; la stessa dinamica vale per ogni istinto, tra cui quello sessuale. Il piacere è lo stimolo che porta alla soddisfazione di un bisogno, la sofferenza invece è la risposta al mancato appagamento. Sofferenza e piacere portano l'individuo a cercare l'oggetto di cui il corpo ha bisogno per i suoi fini. Respirare, dormire, bere, mangiare, orinare, defecare, amare sessualmente sono necessità fisiologiche. Anche se qualcuno non lo consideriamo una sciccheria essi ci tengono in vita. In certi casi fin troppo producendo l’effetto opposto. La specie umana è in aumento di quasi cento milioni l’anno, il suo eccesso può essere motivo di estinzione per l’esaurimento delle risorse che determina insieme alla distruzione ambientale. L'istinto sessuale cos forte che in certe specie l'individuo si sacrifica per generare. La mantide religiosa maschio viene divorata dalla femmina durante il coito, in questo modo essa trova subito l’indispensabile fonte di nutrimento. Certi ragni maschi, si son fatti pi furbi, per così dire, e prima di precipitarsi sulla femmina compiono vari rituali che servono ad avvisare la dolce metà di non essere una preda, con movimenti delle zampe e toccamenti sulla tela, infine, assicuratisi che la femmina ha...capito, incollano le sue zampe al tessuto per garantirsi, se durante il coito un pericoloso appetito dovesse stimolare la compagna, il tempo sufficiente per darsi alla fuga. Negli animali superiori le sfide tra i maschi hanno la funzione di selezionare i migliori (i geni migliori), talvolta in combattimenti mortali oppure, come succede in certi uccelli, con sfide di bellezza e agilità, dai saltellamenti allo sfoggio delle piume. Che sia la femmina a scegliere o che sia il maschio trionfante da solo a presentarsi, il fine è la selezione. Sono i geni a comandare, non l’individuo. Ed è sempre l’istinto a decidere i momenti dell’accoppiamento, i cosiddetti periodi di calore. Solo l’uomo e alcune scimmie ominoidee come i bonobo fanno sesso tutto l’anno. L’istinto si sublima, il sesso diventa un’attività per scaricare l’aggressività, per dimostrare affetto, per piacere ludico. Ma l’uomo è un animale (mistico se si vuole, ma pur sempre con un corpo animale) sociale complesso, che ha bisogno di armonizzare l’istinto con la cultura. Un’altra pulsione terziaria, civica, chiede di essere soddisfatta senza porsi in conflitto con quelle primarie o secondarie come è appunto la pulsione sessuale. L’uomo non è più quel primitivo delle barzellette che cerca nella caverna la femmina, gli dà una bastonata e la trascina per i capelli nella sua tana, egli, ormai civilizzato (sia esso musulmano o cristiano, cinese o canadese) aborrisce questo comportamento violento. L’essere umano ha bisogno di etica, di ragionevoli norme comportamentali che permettano agli individui di interagire tra loro per reciproci vantaggi, evitando così agli istinti individuali di prevaricare danneggiando la convivenza. Alcune norme a cui l’individuo viene educato si traducono in atteggiamenti e sentimenti acquisiti . Esempio di questo il senso del pudore, un fatto sociale, culturale e non innato, prova ne sia che in ogni contesto primitivo, dal Borneo all’Amazzonia, laddove l’uomo bianco non ha interferito, la nudità è vissuta come un fatto normale ampiamente documentato. L’uso del perizoma, se usato, aveva come unico scopo difendere le fragili parti intime. Coprirsi significa proteggere il corpo dagli agenti esterni ( l’uomo ha ridotto in peluria quasi ovunque il mantello peloso a causa di due fattori : la pratica del vestimento/protezione lo ha reso superfluo, quindi sopravvivevano indifferentemente i meno e i più pelosi, a cui si aggiunta una selezione estetico- culturale). Le regole, anche in una società cosiddetta primitiva, servono a disciplinare i rapporti e le funzioni di ogni membro del clan. L’uomo è sociale, e grazie a questa socialità è riuscito a sopravvivere in un mondo naturale difficile, sopperendo alla sua debolezza fisica (si pensi a paragone una tigre o ad un orso), con una intelligenza condivisibile e trasmissibile generazione dopo generazione, unendo le forze grazie al linguaggio e la cultura (l’area di Broca nel cervello, precipua del linguaggio è sviluppata solo nell’uomo). Le norme gli permettevano di non tornare indietro, ai tempi della foresta, assicurandogli un quadro comportamentale valido e funzionale, ad esso si aggiunsero ritualità e miti capaci di soddisfare le sue esigenze trascendentali ( il senso della morte e di un principio cosmico). Le tradizioni del clan rischiavano di perdere la loro utilità funzionale quando diventavano fine a se stesse, ripetitive e incomprese. Le usanze si trasformavano anche in modo dannoso (piattelli incarnati nelle labbra, anelli nel collo, sacrifici umani...), assumendo significati ideologici avulsi da una realistica utilità. Questo vale anche per le norme dettate alla sessualità (infibulazione, clitoridectomia, castità forzata..), una volta oltrepassato il buon senso che delimitava la sua espressione ( su tutto il tabù dell’incesto, istintivo e culturale insieme, il quale evita che la specie si indebolisca ). Il senso del pudore, esagerato da una educazione inibente, finisce per essere causa di conflittualità psicologiche, di rimozioni e turbe emotive che trovano vie di scarico negative nel tessuto sociale . L’etica serve ad evitare sia comportamenti imitativi subordinati a regole senza più senso ( talvolta attribuite agli spiriti o agli dei costituendo una moralità indiscutibile imposta dall’alto) sia un comportamento puramente animale. Ma l’etica necessita di intelligenza le cui soluzioni possono essere antitetiche ad un corpus di dottrine, usi e costumi della società, ripetitivo ed acritico; tra i suoi compiti quello di armonizzare le espressioni istintuali con le esigenze collettive e nello specifico liberare la espressione giocoso/ affettuose della sessualità (il legittimo) ed impedire abusi e violenze (l’illegittimo) contrarie ad un senso civico adulto e responsabile basato sulla ragionevolezza. Un concetto di libertà indiscriminato può portare solo confusione, ogni eccesso di libertà significa prevaricazione: la mia libertà non deve danneggiare quella del prossimo nei suoi fondamentali diritti, né la libertà di un altro ( persona od ente, come lo stato) deve abusare su qualsiasi soggetto. Il buon senso, la ragione ed una avveduta etica situazionale (utilizzo un termine caro a S.B.Kopp e rimando ai suoi libri eccellenti) permettono di equilibrare e dare giustizia ai rapporti prima delle stesse leggi e regole convenzionali; soprattutto il rispetto nutrito per l’altro e per l’ambiente è alla base di ogni libera azione nel mondo. Ogni giusta legge che tutela i diritti nasce dal nostro senso del rispetto per un reciproco vantaggio. Consequenziale a quanto detto il discorso sulla libertà sessuale: quando c’è violenza, sofferenza, o strumentalizzazione dell’altro finisce la libertà ed inizia la prepotenza che negazione della libertà stessa. La distinzione tra erotismo e pornografia è d’obbligo. L’erotismo ha la sua base nella pulsione istintuale e la sua sublimazione comporta le espressioni dell’arte, della fede e del civismo, vedremo come. L’attrazione tra i sessi, il gioco amoroso, fa parte della natura ed è cosa spontaneamente buona come apprezzare il cibo ( col suo raffinamento culturale: l’arte della cucina). La pornografia, invece, può, da un punto di vista psicologico, veicolare devianze e regressioni psichiche. Tanto c’è bellezza e piacere nell’erotismo, tanto squallore e prevaricazione può trovarsi nella pornografia, dalla pedofolia al sadomasochismo, violenza e stupri, tutte le perversioni possibili ed immaginabili, attraverso quest’ultima, sono accessibili, insomma fattori psicogeni capaci di ledere l’integrità psichica. Ciò sia chiaro, indipendentemente da preconcetti morali. Si sa come l’imitazione coinvolga particolarmente gli adolescenti, è stato sufficiente un film in cui un gruppo di giovani si sdraiava sulla strada sfidando la morte per innescare una moda. E nella pornografia è disponibile ogni devianza. Sarebbe bello un mondo dove la sessualità (col suo valore proiettivo dell’amore che è la sovrastruttura del bisogno fisico ) fosse libera da sofferenze, paure, coercizioni , plagi ricattatori, oggi così frequenti, invece mai come oggi, nonostante l’acclamata liberazione sessuale dei paesi industrializzati, sono esistite così tante patologie psichiche legate alla sessualità. A mio avviso non è corretto incolpare le religioni dei problemi legati alla sessualità in quanto, nella loro sostanza, prima dei dogmi e degli sviluppi teologici, non sono contro l’erotismo (a latere l’induismo in cui ci sono perfino dei templi dedicati all’eros e le religioni arcaiche dove i simboli duali della totalità divina, cielo e terra, sono rappresentati da un pene eretto e da una vagina). Maometto diceva che del mondo ha amato i profumi e le donne e il Corano parla della donna come di un giardino da coltivare. Gesù è stato estremamente conciliante perfino con certi eccessi sessuali, perdonando l’adultera che stava per essere lapidata (Chi di voi non ha peccato scagli la prima pietra) ed ha avuto tra i discepoli prediletti una ex prostituta, la Maddalena (della quale si favoleggiato come sua possibile compagna, in realtà ogni riferimento alla vita sessuale di Gesù è solo ipotetico essendo assente nei Vangeli anche apocrifi , escludendo un passo del vangelo di Filippo NH II,63,30-64,5.). Nella mistica, soprattutto, è sempre presente l’analogia dell’amante e dell’amato, del dolore della separazione e della gioia dell’unione, del sapore della morte e dell’estasi come orgasmo. Nel tantrismo questi accenni poetici trovano forma compiuta. Del resto, per quanto ci è dato sapere, l’energia che muove la vita e l’universo visibile (ed ogni nostra azione) è la stessa, pur sensibilizzata in vari modi e su diversi livelli, la continuità è sempre presente, dall’atto fisico grossolano a quello più sublime (ed è anche il concetto di libido secondo Jung ). Proprio per questo, è almeno plausibile pensare che il modo in cui noi ci relazioniamo nella vita sessuale e in genere con gli altri, col mondo, si riproponga a livello spirituale. Quel che è sbagliato qui è sbagliato e per dirla con la filosofia confuciana nella disposizione d’animo con cui ci si rapporta con la vita terrena (e cosa c’è di pi terreno della sessualità?) ci si rapporta col Cielo. Un tipo coatto, rigido nella sessualità non può essere libero nella spiritualità percependone solo il guscio in forme fondamentalistiche e fanatiche come A.Lowen ha ben evidenziato. La sublimazione dell'amore di san Paolo, dipinta meravigliosamente nell'Inno alla Carità, non deriva dunque dalla repressione o dalla paura della sessualità nè il suo fruimento come descritto dal Corano e dal suo profeta preclude alla sublimazione essendo già l'atto gentile e nei buoni sentimenti in armonia con l'uomo nella sua interezza.
Domanda) Lei ha detto che le religioni non c’entrano coi problemi sessuali? Quando ero piccolo e andavo a confessarmi il prete mi diceva che se pensavo alle donne era un diavolo a tentarmi. Il cristianesimo non finisce per rendere problematica la sessualità? Nell’Islam come visto invece il sesso dato che vediamo queste donne obbligate a stare dentro il burka? E che ruolo ha la sessualità nel peccato originale ?
Risposta) Lei cita un caso personale a testimonianza dell’ignoranza più o meno estesa di diverse persone e non dell’istituzione: se un giudice è corrotto, non per questo bisogna cancellare l’istituzione della giustizia. E’ naturale e legittimo che il ragazzino si masturbi, egli vive una fase di scoperta della sessualità, si può invece incoraggiare il superamento di un periodo puramente narcisistico, aiutando il suo interesse verso l’altro sesso in modo gentile. Il Corano dice di coltivare la donna come un giardino e il profeta aggiunge di creare un ponte con lei di tenerezze e di baci. L’usanza del burka stona con queste raccomandazioni e non c’entra con l’Islam, esattamente come non centra col cristianesimo l’uso del velo nero nel sud Italia per le vedove. Non va travisata la sostanza delle religioni con il folklore ed i dettagli storici. Lei mi domanda inoltre se certa sessuofobia e certe devianze all’interno del cristianesimo siano derivate da problemi teologici. Nel cristianesimo anche all’interno della stessa Chiesa ci sono denuncie che riguardano il dilagare dell’omosessualità e della pedofilia fin dal medioevo con la richiesta di provvedere a risolvere il problema. Oggi, comunque, mi risulta, che la percentuale di pedofilia e di omosessualità dentro e fuori la Chiesa, sia circa la stessa. , cambia la risonanza poiché viene delusa l’aspettattiva di fiducia verso il ruolo sociale del sacerdote. Le rispondo. Nel mondo cristiano si è talvolta associata l’idea che poichè non si sà nulla della vita sessuale di Gesù, il sesso sia peccato (al limite tollerato per fini procreativi) e che Gesù, pur essendo vero uomo, ne fosse immune. In ogni caso, nel contesto ebraico dell’epoca, se Gesù fosse stato omosessuale o impotente sarebbe stato emarginato e tanto più, come rabbi (così era chiamato), una funzione in cui era tassativo avere una donna al fianco (forse per questo alcuni vangeli apocrifi come di Maria e di Filippo insistono sul ruolo importante della Maddalena a fianco di Gesù). La libido è come un fiume, se non scorre normalmente lungo l’alveo straripa o trova altre vie, l’alveo è una vita sessuale normale, l’attrazione tra i sessi, se questo viene ostruito cominciano i guai. La sublimazione nell’affettività e nell’azione caritatevole è possibile, ma relativa, e non può essere obbligata se non causando disturbi di vario genere. Un’altra identificazione errata è quella di identificare il pomo con il sesso nel mito di Adamo ed Eva: quando i due si accoppiano scoppia il finimondo e scoprono perfino di essere nudi (il senso del pudore come sappiamo dai documenti antropologici e dalla osservazione della psicologia infantile è indotto dalla cultura e non innato). In realtà il significato dell’evento leggendario dato dal testo si lega alla superbia, allo staccarsi dall’armonia con la natura, con l’illusione di assumere un potere sulle cose pari a quello di Dio. In tutto questo il sesso non è proprio preso in considerazione dalla Bibbia.
Domanda) Lei ha parlato della spinta sessuale come motivo in natura dei combattimenti tra gli animali. Quindi la selezione naturale semplicemente la lotta per l’affermazione del più forte?
Risposta) Solo apparentemente è così. A quanto ne sappiamo, l’evoluzione non è solo determinata dalla selezione naturale, la quale favorisce non tanto il più forte ma il più adatto ( come vede infatti non ci sono pi tirannosauri in giro). Soprattutto i cambiamenti nell’albero evolutivo sono dovuti alla collaborazione delle cellule tra loro, noi stessi siamo esseri pluricellulari e dobbiamo la nostra identità alla felice cooperazione di qualche trilione di cellule. Non è necessario che queste cellule, per formare un organismo siano unite tra loro, pensi a un formicaio ed ad un alveare dove ogni individuo ha mansioni diverse per la sopravvivenza dell’insieme. L’organismo opera come un tessuto sociale dove ogni membro è come una cellula sacrificabile per la salute comune. Bene, da questa collaborazione delle cellule e degli organismi tra loro, nascono le strategie pi idonee per la sopravvivenza, per adattarsi all’ambiente. I geni, sempre a quanto ne sappiamo, rappresentano la memoria, detto in grosso modo, l’elemento riproduttivo, non l’intelligenza biologica, infatti una cellula privata di DNA, seppur incapace di riprodursi, continua a vivere, cibarsi ed evitare i pericoli ambientali. L’intelligenza sta nel tessuto percettivo dell’organismo (la membrana per la cellula) che selezione ed elabora i dati provenienti dall’ambiente. Era stato Lamarck ad avere questa intuizione poi passata nel dimenticatoio perché non si poteva provare, ma nell’ultimo decennio diversi studi (pubblicati anche da nature e da scientific american) sembrano dimostrare la validità non solo di questa teoria ma delle antiche visioni di Gaia, dove tutto è interconnesso, un organismo unico. A mio parere c’è una intelligenza intima alle cose, leggi di ritmo e simmetria, di armonia dunque, dove le sfide tra gli animali o degli spermatozoi per il più forte, sono solo di superficie. Poi alla fine, è madre natura, l’ovulo a scegliere.
Domanda) L'innamoramento un fatto di natura spirituale?
Risposta) No, è materiale, biologico, tanto vero che aumentando la percentuale di serotonina nel sangue( la quale quasi si dimezza nella fase dell'innamoramento, come in una vera e propria patologia psichica, sul tipo delle ossessioni maniaco-compulsive) il fenomeno emotivo tende a diminuire fortemente. Certe alterazioni in cui l’infatuazione si combina a forme maniacali di gelosia sono state curate con successo in questo modo. E' una questione quindi chimica finita la quale pure il romanticismo svanisce. Ovviamente è una cosa bellissima, strategia della natura per la procreazione, ed per questo che a differenza delle forme maniacali lo scombussolamento biochimico è temporaneo.
Domanda) L'istinto materno o paterno è connesso con quello erotico che ha come fine appunto la conservazione della specie?
Risposta) Il cosiddetto istinto paterno o materno non esiste tra i primati e quindi neanche nell'uomo. Privato di cure affettive nell'infanzia l'uomo sarà incapace di sentire tenerezza e amore per la sua prole e in genere nei confronti dei bambini. E' quindi un fatto emotivamente appreso, registrato nell'inconscio e poi riprodotto, di istintuale c’è solo la tendenza. E' insomma una qualità appresa, una educazione sociale dei sentimenti che si dimostrata utilissima alla specie umana. Particolarmente importanti sono i primi momenti dopo la nascita, l'imprinting affettivo tra madre ed il figlio, la mancanza del quale può comportare seri inconvenienti futuri. Da più parti del mondo della psicoterapia e dell'etnopsichiatria si sottolinea la cattiva abitudine di non pochi moderni reparti di ostetricia, di privare la madre ed il figlio appena nato, del primo incontro ( per le procedure di peso e pulizia, solo dopo le quali il figlio viene riconsegnato alla madre come un pacchetto confezionato ). L'analisi ha dimostrato che questo trauma non sarà dimenticato e porterà serie difficoltà soprattutto nella femmina. In altri termini si toglie un valore basilare al deposito della banca affettiva dei sentimenti. Negli altri primati addirittura, se privati dell'imprinting, la futura madre sarà indifferente al figlio e per l’uomo ò lo stesso. Come diceva Lowen se la psicologia dimentica il corpo e l’animalità diventa fallimentare. L’uomo ha anche un corpo animale soggetto a tutte le leggi del mondo fisico e naturale, il suo potenziale umano è necessariamente condizionato da quello biologico. La sua domanda è quindi da riformulare. Alla base degli affetti, e quindi anche delle tenerezze e delle gioie sessuali, c'è un fatto di educazione dei sentimenti che i genitori ritrasmetteranno ai figli, non sono doveri ma atteggiamenti, cariche emotive, valori affettivi che si assoceranno, nel momento sessuale, all'istinto del piacere
prof. dott.Nazzareno Venturi (ogni trascrizione completa o parziale dei saggi presenti sul caravanserraglio, spesso provenienti da pubblicazioni protette da copyraght, può essere fatta solo tramite autorizzazione)
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