Apporti dell'Îslâm all'Europa.
E' noto ad ogni cultore
delle Scienze folosofiche che la cultura islamica dei primi sette secoli insegnò
all'Europa come si argomenta (soprattutto in filosofia), nonché la metodologia
intellettuale. La filosofia greca divenne nota all'Europa, dopo l'oscurantismo dell'Alto
Medioevo, attraverso le traduzioni dal greco in arabo, e poi dall'arabo in latino, delle
opere di Platone di Aristotele e dei neoplatonici.
Invenzione musulmana è l'Università, cattedra compresa: l'Università âlAzhar, del
Cairo, fu fondata nel 970, poco dopo quella di Féz, in Marocco, la Qarawiyyn. Si ebbero
Madrase a partire dal 1067 con la Nizamiya di Baghdad. Traendone gli Statuti dalle
università islamiche della Spagna musulmana, le prime Università europee sorsero in
Italia (a Bologna nel 1158, a Padova nel 1221), e in Francia (a Tolosa nel 1229 e a Parigi
nel 1257.) L'imperatore turco Ulugh Beg (1393-1449), eminente scienziato, grande astronomo
che fece costruire il più grande osservatorio astronomico dei suoi tempi, aveva fatto
scolpire sulla facciata delle università da lui fondate a Bukhara e a Samarkanda il detto
del Profeta Maometto: «Uomo o donna, ogni musulmano deve studiare le scienze». Invece la
prima donna europea entrò in una Università nel 1896.
E inoltre: la metodologia scientifica quale ancor oggi la si intende fu introdotta e
svolta da alBattani (?-923), alBiruni (?-1048) e Ibn Haytham (?-1039). E' un vanto delle
università islamiche l'aver trasmesso all'Europa il metodo empirico e sperimentale.
MATEMATICA. I logaritmi e l'algebra furono introdotti da âlKhuwarizmi (?-850), e dal suo
libro tradotto tre secoli dopo da Fibonacci... vennero adottati in Europa lo zero e la
numerazione araba. Si deve ad `Abd âlWafah (?-998) la trigonometria e la geometria della
sfera, le tavole delle tangenti e le variazioni del moto lunare. Omar Khayyam (?-1123)
risolse equazioni di terzo e quarto grado attraverso l'intersezione delle coniche.
Le misurazioni di âlBirunî del peso specifico di vari metalli e della longitudine
e latitudine della Terra sono esatte sino al terzo decimale.
In Ottica i musulmani scoprirono le leggi fondamentali della luce, e Îbn âHaytham
(?-1039) definì la legge della riflessione e della rifrazione; il suo testo fu ripreso da
Ruggero Bacone, da Leonardo da Vinci, da Keplero e da Newton. Fu invenzione musulmana la
camera scura, dalla quale è derivata la m. fotografica.
Fu un grande iniziatore della chimica Jabir bn Hayyan (?-813), scopritore dell'acqua regia
e del mercurio. Âbû Bakr âlRazi (?-935) fu il primo classificatore delle sostanze
chimiche, e ne studiò le reazioni. âlMaghriti (?-1007) dimostrò il principio di
conservazione della massa, esposto in Europa da Lavoisier solo 900 anni dopo. Nel
laboratorio, sono termini venuti dallarabo provetta, beuta, alambicco e molti altri
simili. Ad esempio Alchimia e da qui chimica (e afta, alcale, catrame, alcool)
Furono musulmani i primi ospedali, nonché nuovi strumenti chirurgici. Il primo
grande medico trattatista fu âlRazes (?-925), fondatore dell'ostetricia, primo
descrittore del vaiolo e del morbillo. Il Canone del turco Avicenna (Îbn Sinâ, ?-1037),
opera in 14 volumi, fu in Europa il testo base della medicina per settecento anni. Egli
scoprì i sistemi della tubercolosi e del diabete, e studiò a fondo la psicologia umana.
Comprensione di base del funzionamento del corpo umano. Termini mutuati dall'arabo sono
dura madre e pia madre. All'Islam l'Europa deve gli studi
sull'oftalmologia, la vaccinazione, l'organizzazione degli ospedali e dei manicomi. La
prima descrizione del meccanismo della circolazione sanguigna fu da Ibn Nafis (?-1288). In
Europa occorrerà giungere sino ad Harvey, nel 1628.
Musulmana fu l'organizzazione e la gestione delle biblioteche, e gli schemi di
classificazione dei libri. Mille anni fa la Biblioteca pubblica di Córdoba contava 40.000
libri; in pari tempo la più ricca d'Europa, quella del Vaticano, ne possedeva 986. La
Biblioteca Bait alHikmah (La Casa della Saggezza) venne fondata a Baghdad nel 815.
Nel 1200 Baghdad aveva 36 biblioteche pubbliche. Al Cairo, la Khizanah âlKutub, possedeva
un milione seicentomila libri, disposti in quaranta sale. Sale dotate di validi strumenti
bibliografici: cataloghi, bibliografie, vocabolari, dizionari, enciclopedie,
repertori. *** La manifattura della carta era nota nei paesi islamici sin dal
IX° secolo. La prima carta venne introdotta in Europa da artigiani del Nordafica sul
finire del 1300. Il termine italiano "carta" deriva dal radicale centroasiatico
KAG, che in uzbeko ha dato kaghda, in turco kagit, farsi kâghaz, arabo kaghad e latino
charta; risma deriva dal termine arabo. Anche l'Editoria come industria di
massa tramite i copisti (warraqin) fu iniziata in paesi musulmani nel X secolo; e le
Librerie divennero centri culturali, da Granada a Samarcanda. âlYa`qubi ne numerò circa
cento a Waddah, sobborgo di Baghdad.
Musulmana è un'altra scienza, l'Idrologia, con i vari strumenti per l'irrigazione
introdotti in Europa dalla Sicilia e dalla Spagna.
L'Îslâm insegnò all'Europa anche come orientarsi, con il calcolo della direzione,
la bussola, il sestante, l'astrolabio. Il primo astrolabio planisferico fu costruito da
âlFazari (?-790). Del pari la Cartografia. Una Mappa fedele del mondo (Kitâb Rujâr),
considerato subito sferico, fu eseguita da âlÎdrîsî per Ruggero d'Altavilla nel XII
secolo. Per accettare la sfericità della terra l'Europa dovette attendere Galileo, nei
primi anni del 1600. D'altronde Piri Rays, cartografo ottomano, sul finire del
Millequattrocento tracciò una carta delle coste delle due Americhe, coste ancora ignorate
dall'Europa.
Un grande astronomo, oltre che grande matematico e poeta, fu `Umar Khayyam (?-1123).
Musulmane furono le serie fondamentali di leggi e fenomeni astronomici. Sono arabi i
termini occidentali azimut, zenit, nadir, e nomi di molte stelle come Betelgeuse (Bayt
âlJawzah) e Algol.
La storia universale e la sociologia iniziano con il Trattato di Îbn Khaldun, del
XIV secolo.
Con il Sufismo l'Îslâm insegnò all'Europa come essere mistici senza essere
stravaganti o piagnoni.
I primi Trattati di armonia musicale furono in Europa quelli tradotti dall'arabo, e
dai paesi islamici le giunsero la chitarra, il violino, e le tecniche per suonarli.
Dai paesi islamici giunsero all'Europa, tramite le Crociate, nuove tecniche per il
vetro, quelle per la ceramica a smalti colorati, e molti tipi di tessuti, tra cui la
cotonina, la mussolina (da Mossul, in Iraq), il damasco (da Damasco, appunto), e il
velluto. Ciò anche per la superiore qualità tecnica dei manufatti artigianali musulmani,
alcuni dei quali appunto eseguiti con tecniche ancora del tutto ignote all'Europa, come la
ceramica policroma, i cui modelli venivano per solito imbarcati nell'isola della Spagna
musulmana Maiorca, da cui il termine di "maiolica" data a questa ceramica in
Italia. Per secoli i materiali per gli smalti stanniferi e piombiferi furono importati in
Europa dai paesi sialmici. *** Del pari l'Îslâm portò in
Europa il cotone, il riso, gli spinaci, i limoni, le arance, le pesche, i carciofi, il
taràssaco, gli albicocchi (e le relative tecniche di coltivazione), lo ZUCCHERO, il
caffé.
Un esempio fra tutti mi pare significativo: Lady Wortley Montagu, moglie dell'ambasciatore
inglese a Istanbul, nel 19 maggio 1718 fece conoscere all'Inghilterra la vaccinazione
antivaiolosa, in atto nei paesi islamici da sette secoli, e subito venne adottata. Ci
volle però fino al 1796 perché Jenner ne facesse uno studio ufficiale, e così Jenner
passò in Europa per l'inventore della vaccinazione antivaiolosa, tuttavia senza averne
nessun merito.
* Per concludere questa parte sulle scienze. Nel 1972 uno studioso italiano, Giovan
Battista Pellegrini, pubblicava un'opera in due volumi: Gli arabismi nelle lingue
neolatine, con speciale riguardo all'Italia. Due volumi per un totale di 764 pagine, in
cui vengono studiati centinaia di termini arabi mutuati nelle lingue spagnola, francese e
italiana.
Veniamo ora alle Belle Arti, in cui l'Italia eccelle, e infine alle attualizzazioni
europee del tempo d'oggi. E' chiaro che non parlerò di alcuni capolavori europei come la
Moschea di Córdoba, l'Alhambra di Granada, o le memorie musulmane che ancor oggi
indiamantano la Sicilia e la Calabria, come la Ziza e la Cuba, e la Cappella palatina di
Palermo, capolavoro dell'arte abbaside. Non ne parlo poiché sono opere d'arte
eseguite dai musulmani.
Arte di ispirazione musulmana eseguita in Europa da artisti cristiani furono le opere di
stile mudejar e di stile arabonormanno, tra cui, capolavori eminenti, il Chiostro del
Paradiso di Amalfi e la Villa Ruffolo a Ravello. Potrei semmai parlare del Castello di
Federico II (gabinetti)
Con il periodo gotico (XIII-XIV secolo), sia la classe nobile sia la nascente classe
borghese concorsero nell'ostentazione del loro censo. Il gusto per l'oggetto raffinato si
volse allora nettamente al mondo islamico. Ciò anche per la superiore qualità tecnica
dei manufatti artigianali musulmani, alcuni dei quali appunto eseguiti con tecniche ancora
del tutto ignote all'Europa, come la ceramica policroma, i cui modelli venivano per solito
imbarcati nell'isola della Spagna musulmana Maiorca, da cui il termine di
"maiolica" data a questa ceramica in Italia. Una gran parte ha anche la
tessitura, come rammenta la mussolina (da Mossul), il damasco (da Damasco appunto), e la
cotonina, il velluto.
I tappeti soprattutto turchestani e caucasici figurano in molti dipinti europei, e questa
tradizione si protrarrà anche nel Seicento e nel Settecento, come testimoniano i quadri
di Hans Holbein e di Vermeer van Delft. In un gran numero di pale d'altare i tappeti
musulmani figurano sotto i piedi di Maria madre di Gesù.
L'arte più bella dell'Europa, che partendo dalla Firenze dei Medici agli inizi del 1400
conquistò tutto l'Occidente è il Rinascimento. Troviamo elementi musulmani in molti
pittori rinascimentali: Gentile da Fabriano, Stefano da Verona, Pisanello, gli Zavattari,
Sassetta, Piero della Francesca, Gozzoli, Vivarini, Dürer, Mantegna, Memling. Questo
anche in dipinti del Gotico internazionale, o cortese, che è il Gotico delle corti
europee nel 1400. Soprattutto troviamo scritte arabe nei bordi dei mantelli dei personaggi
più importanti. Trascuro tuttavia un apporto importantissimo. Prima del Rinascimento, dal
1200 al 1400 si svolse in Europa lo stile gotico. Fu una mutazione totale della struttura
architettonica precedente, il romanico, derivata dall'architettura romana. Il gotico deve
la sua struttura alle costruzioni nomadiche dei Turchi, e turca delle steppe dell'Asia
centrale è la decorazione gotica. Ma questo comporterebbe una conferenza apposta, e
perciò passo oltre.
Di netta ispirazione islamica è la decorazione dell'appartamento Borgia in Vaticano
(1494) dovuta al Pinturicchio.
Gentile Bellini fu a Istanbul dal 1479 al 1480, e tornato a Venezia inserì numerosi
elementi musulmani nei suoi quadri.
E Leonardo da Vinci. I suoi disegni di anatomia, e in particolare la disposizione del feto
nell'utero vennero da lui tratti da miniature islamiche (a quei tempi in Europa era
proibito sezionare i cadaveri, e la scienza europea non era ancora giunta a conoscere
l'evoluzione del feto.) Sono famosi i suo "nodi" (esempio "Sala delle
asse" a Milano), che egli copiò da arabeschi islamici. ***
Hieronymus Bosch (1450-1516) trasse da miniature islamiche ispirazione per le sue
composizioni fantastiche. Il pittore italiano Giuseppe Arcimboldo (XVI secolo) è famoso
per ritratti eseguiti con costruzioni di oggetti, frutta, fiori, e così via. La sua
particolarissima pittura trasse tutta la sua ispirazione da 27 miniature turche e indiane
che egli ebbe modo di acquistare a Praga.
Di questi secoli una parte cospicua dell'arte della rilegatura trae esempio e ispirazione
da quella islamica, in particolare gli opifici di Venezia, di Parigi e di Londra, che
importano anche, dalla Turchia, la tecnica di esecuzione di una speciale carta, l'ebru,
detta "carta marmorizzata".
Col XVIII secolo l'Îslâm e la sua cultura suscitarono un grande interesse in
Voltaire e negli Illuministi. L'esotico entra nelle opere di Hogarth, di Tiepolo, ma anche
di Mozart e di Rossini. I Fratelli Pozzi eseguirono un "salone turco" a Palazzo
Colonna di Roma.
Con l'Ottocento abbiamo l'Orientalismo e gli Orientalisti, i principali dei quali furono
Fromentin, Delacroix, Ingres e, in Italia: Carlo Bossoli, Alberto Pasini, Giulio Rosati,
Giuseppe Signorini, Federico Bartolini, Gustavo Simoni, Fausto Zonaro. Molti di loro
divennero musulmani. Più che di esotismo (l'interesse per costumi e paesaggi di paesi
lontani) si trattò anche di evasione da una civiltà industriale che stava diventando
troppo materialista e antiumana, come affermò Gauguin, il quale infatti andò a cercare
il primitivismo a Tahiti. Nel 1878 Davioud e Bourdais progettarono a Parigi il Trocaderò
in stile detto Alhambra. (Il castello di...
E così, nel XX secolo, si giunge alle opere letterarie dell'accademico di Francia Pierre
Loti, e poi all'ispirazione musulmana nei dipinti di Henri Matisse, ma soprattutto del
grande incisore e illustratore Eschr. Paul Klee si ispirò molto all'arte islamica come
conseguenza del suo soggiorno a Kairuan nel 1911.
Molti sono oggi gli artisti europei che si convertono all'Islam, e seguono nella loro arte
caratteri ispirati prettamente all'arte islamica. Mentre i caratteri dell'alfabeto arabo
hanno ispirato soprattutto i "lettristi", in particolare Tapiès (cufico), molti
artisti europei sono stati fortemente attratti dal verbo prettamente islamico del Sufismo,
la cui cultura e la cui profondità nelle opere letterarie attira considerevolmente gli
intellettuali occidentali. Ad esempio, la mia Tarîqa in Italia conta 1088 sufi, di cui
solo 94 d'origine musulmana. Gli altri sono convertiti, e sono architetti, medici,
scultori, pittori, musicisti (ad esempio Franco Battiato.) Citerò i ceramisti `Isâ
Arancio e Fatima D'Amico, la scultrice Maimuna Guerresi, lo scultore Shu`â` âlSamad
Raggi, il musicista e architetto Palmeri.
Nel compilare una prefazione al catalogo per una mia mostra
di ceramiche a Milano, il
cardinal Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, quel cardinale che tutti vorrebbero
come prossimo papa, scrisse: «Nello scorrere le pagine di questo splendido catalogo di
ceramiche di Gabriele Mandel mi è venuto in mente quanto ho scritto recentemente [...]:
La contemplazione delle ceramiche di Mandel, dove si illustrano alcuni tra i versetti più
belli del Corano, ci introduce in una atmosfera di pace, di purezza, di elevazione
mistica, quella appunto dei Sufi, alla cui linea spirituale l'artista si richiama. Ciò ci
dà motivo di speranza anche in questi tempi drammatici, in cui forze oscure tentano di
soffocare in un conflitto sanguinoso le più alte aspirazioni dell'umanità.»
Gabriel Mandel Khân, Vicario gen. della Confr. sufi Jerrahi-Halveti
