
Paese che vai e piccolo o grosso imbroglio che trovi. Questa è la tecnica per
spiazzare il turista: gli si chiede se ha una sigaretta, avendola ottenuta il
lustrascarpe manifesta il desiderio di sdebitarsi pulendo almeno le
scarpe. Subito dopo pretende 2.OOO.OOO di lire (10.000 italiane). Ma in
questo caso sono strategie di poveretti...ben altre sono le truffe!

Bellezza felina turca, senza veli, sui gradini della moschea blu. I gatti non
mancano anche ad Istanbul, rispettati dovunque come vuole lo spirito
dell'Islam. Ma anche gli animali utilizzati per consumarne le carni,
come vacche e polli vengono trattati con riguardo . Alla loro uccisione per dissanguamento
( non meno indolore delle scariche elettriche o del colpo di pistola) si invoca la
misericordia divina, ed in certe zone anche quando si taglia un albero. Ed
allora l'alimento è "alal" ossia puro . Ciò evita il senso prevaricatorio nei
riguardi della natura e ricorda la comunanza di ogni creatura nella vita terrena.
Validissimo a tal proposito il testo di S.H.Nasr "l'uomo e la natura"
ed.Rusconi.

Il negozio del barbiere può stupire il turista ma ancor più
sorprende, nel gran bazar, lo spirito di collaborazione tra i vari
esercenti tutti raggruppati nella stessa zona secondo le merci. C'è la "via"
dei venditori di tappeti, di gioielli, di oggetti antichi etc. Se non si trova un
qualcosa in un negozio, sarà il venditore stesso a cercarla da un collega o ad
indicarlo. Questo è nello spirito delle arti e dei mestieri dove la collaborazione supera
la competizione, la concorrenza esasperata, piaga dell'occidente moderno.
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